"Si tratta di una vittoria della ragione e della civiltà", commenta il presidente Rossi.
La norma regionale era stata approvata dal consiglio il 9 luglio del 2009
Firenze, 25 luglio 2010 - "La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile e non fondato il ricorso del Governo Berlusconi sulla Legge regionale che norma l'accoglienza, l'integrazione e la tutela dei cittadini stranieri in Toscana. E' una vittoria della ragione e della civiltà". Lo dice Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, insieme all'assessore al welfare Salvatore Allocca, dopo che la sentenza riguardo alla legge sull'immigrazione stata depositata presso la cancelleria della Consulta. "Accogliamo con estrema soddisfazione la decisione della Corte – hanno continuato Rossi e l'assessore – perché stabilisce una volta per tutte la legittimità costituzionale di una normativa basata su principi di eguaglianza e di pari opportunità che ha l'obiettivo dichiarato di rafforzare sul nostro territorio la coesione sociale e la solidarietà tra i cittadini, qualunque sia la loro provenienza".
La legge regionale a tutela dei cittadini stranieri era stata approvata dal Consiglio regionale toscano il 9 giugno 2009. Dopo poche settimane, a fine luglio dello stesso anno, era stata impugnata dal Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi per una presunta illegittimità costituzionale dell'articolo 2, commi 2 e 4, e dell'articolo 6, commi 11, 35, 43, 51 e 55. Il Governo sosteneva che la norma regionale contra stava la disciplina dei flussi migratori di competenza esclusiva del legislatore statale e con i principi costituzionali in tema di «diritto di asilo». Il Governo attaccava la Regione Toscana anche sull'offerta di "servizi socio-assistenziali urgenti ed indifferibili, necessari per garantire il rispetto dei diritti fondamentali riconosciuti ad ogni persona in base alla Costituzione ed alle norme internazionali" e sull'istituzione di "una rete regionale di sportelli informativi" utile a semplificare i rapporti tra i cittadini stranieri e la pubblica amministrazione.
Con la decisione di oggi la Corte costituzionale, oltre a rigettare in toto le pretese del Governo Berlusconi, afferma che "la norma regionale in esame non determina alcuna lesione delle competenze legislative statali" e che "lo straniero è […] titolare di tutti i diritti fondamentali che la Costituzione riconosce spettanti alla persona" e in particolare, con riferimento al diritto fondamentale all'assistenza sanitaria, che esiste "un nucleo irriducibile del diritto alla salute protetto dalla Costituzione come ambito inviolabile della dignità umana, il quale impone di impedire la costituzione di situazioni prive di tutela, che possano appunto pregiudicare l'attuazione di quel diritto". Quest'ultimo deve perciò essere riconosciuto "anche agli stranieri, qualunque sia la loro posizione rispetto alle norme che regolano l'ingresso ed il soggiorno nello Stato".