DENOMINAZIONE UFFICIALE
POSIZIONE GEOGRAFICA: Situata nel centro
della penisola balcanica, confina con 2 paesi: a Nord, Ovest e Sud-ovest
con la Repubblica Croazia; a Est e Sud con la Federazione Jugoslava
(Serbia e Montenegro). La Bosnia ed Erzegovina e un paese Mediterraneo.
Ha una sbocco sul mare Adriatico di 24 km di lunghezza. La citta
sul mare si chiama Neum.
SUPERFICIE: 51.129 kmq.
CAPITALE: Sarajevo, prima dello
scoppio della guerra aveva 527.059 abitanti; oggi ne conta circa
350 mila.
CLIMA: Il clima e continentale,
poiché i rilievi impediscono l'influsso della presenza mitigatrice
del Mare Adriatico, tendenzialmente piovoso, con paesaggi che
variano dalla cosiddetta Bosnia umida (con foreste estese) a quelli
carsici.
STATO: Indipendente dal 1992. Prima
del referendum del 1992 la Bosnia ed Erzegovina faceva parte di
sei Repubbliche della federazione jugoslava.
Amministrativamente la Bosnia ed Erzegovina
e composta da una Federazione che comprende la Bosnia ed Erzegovina
(51%) e la Repubblica Serba (49%). La Federazione e divisa in
10 cantoni, i cantoni sono divisi in comuni.
Amministrativamente la Repubblica Serba
e divisa in regioni e le regioni sono divise in comuni.
COSTITUZIONE
Presidenza dello stato
E’ costituita da tre membri: uno Bosniaco e uno Croato (eletti
sul territorio della Federazione) e uno Serbo (eletto sul territorio
della Repubblica Serba)
Assemblea parlamentare dello stato
Divisa in Casa del popolo (15 delegati: 5 Bosniaci, 5 Croati,
5 Serbi) e Casa della presentazione (42 membri di cui 2/3 sono
eletti sul territorio della Federazione Bosniaco-Croata e 1/3
sul territorio della Repubblica Serba).
LINGUA UFFICIALE
Bosniaca, serba e croata, tre denominazioni diverse per una
medesima lingua. L'alfabeto e di trenta lettere e ha due caratteri
di scrittura: alfabeto cirillico e alfabeto latino. Si parlano
correntemente l'inglese, il francese e il tedesco.
POPOLAZIONE:
Prima dello scoppio della guerra, nel 1991 il censimento corrispondeva
a 4.377.033 individui, di cui 43,3% si sono dichiarati Musulmani;
31,3% si sono dichiarati come Serbi e 17,3% come Croati. Il resto
della popolazione ca. 7,7% si sono dichiarati come Jugoslavi,
mentre il resto della popolazione si sono dichiarati come minoranze
etniche: Albanesi, Montenegrini, Rom, Ucraini, Sloveni, Polacchi,
Macedoni, Ungheresi, Italiani, ed Ebrei.
Oggi, il quadro dello stato e completamente
diverso. La guerra ha provocato circa 200 000 vittime. Piu di un
milione e mezzo di bosniaci si e disperso su tutti i continenti
del nostro pianeta. L’emigrazione del popolo bosniaco puo essere
definita come una risposta di fuga alla "pulizia etnica"
iniziata dai "Serbi" e poi continuata con l’aiuto dei
"Croati", (le parole tra le virgolette hanno lo scopo
di distinguere gli estremisti dalla popolazione Serba e Croata).
RELIGIONE
In questo paese sono presenti tutte e tre le religioni monoteistiche:
musulmana (43%); cristiana ortodossa (31%), cristiana cattolica
(17%), ebraica 1%. Le altre religioni raggiungono complessivamente
l’8%.
Le differenze religiose sono il risultato della specifica posizione
geografica e storica. Da secoli esposta alle conquiste dei piu grandi
e piu forti Imperi di tutti i tempi, la Bosnia ed Erzegovina e diventata
un crocevia religioso e culturale e la piu rappresentativa di un
organizzazione statale multietnica, nella quale i diritti di ogni
comunita sono riconosciuti e rispettati. Il famoso scrittore bosniaco
Ivo Andric (Premio Nobel per la letteratura) scrisse in Racconti
di Sarajevo (1993):
"Chi passa la notte sveglio a Sarajevo,
puo udire le voci della sua oscurita. Pesantemente e inesorabile
batte l'ora sulla cattedrale cattolica: due dopo la mezzanotte.
Passa piu di un minuto (esattamente, ho contato, settantacinque
secondi) e solo allora si annuncia, con un suono piu debole, ma
acuto l'orologio della chiesa ortodossa che batte anch'essa le
sue due ore. Poco dopo si avverte con suono rauco e lontano la
Torre dell'orologio della Moschea del bey, che batte le undici,
undici ore degli spiriti turchi, in base a uno strano calcolo
di mondi lontani e stranieri. Gli ebrei non hanno un loro orologio
che batte le ore, il Dio malvagio e l'unico a sapere che ore sono
in quel momento da loro, quante in base al calcolo sefardita,
quante secondo il calcolo degli askenazi. Cosi anche di notte,
mentre tutto dorme, nel conto delle ore vuote del tempo veglia
la differenza che divide questa gente assopita che da desta gioisce
e soffre, che si nutre o digiuna in base a quattro diversi calendari,
ostili fra loro, e che rivolge tutte le sue preghiere allo stesso
cielo in quattro diverse lingue ecclesiali".
FESTE
1 e 2 gennaio Anno Nuovo, 1 marzo festa d’Indipendenza, 1 maggio
festa del lavoro, 25 novembre festa nazionale.
Oltre queste feste nazionali, essendo un paese multireligioso,
ogni professione religiosa e riconosciuta, rispettata, festeggiata
e ogni cittadino di diversa professione ha il diritto di essere
assente dal lavoro due giorni all'anno
ORGANIZZAZIONE SOCIALE
ISTRUZIONE
Il sistema d'istruzione comprende l'insegnamento prescolastico
(3-7 anni). L'istruzione primaria e obbligatoria e gratuita e
dura otto anni. Dal secondo anno della scuola dell'obbligo si
insegnano le lingue straniere: inglese, francese e tedesco. Anche
l'insegnamento dei due alfabeti (caratteri cirillici e caratteri
latini) viene insegnato a partire dal secondo anno della scuola
dell'obbligo. Gratuito e anche l'insegnamento nelle scuole secondarie
(licei classici e scientifici, istituti tecnici e professionali).
L'insegnamento professionale e di quattro anni, quello universitario
da quattro a sei anni. Anche l'insegnamento universitario e gratuito
e nel paese ci sono sei Universita.
L'amore per la cultura e per la letteratura in genere, e diffusissimo
in tutto il paese, e negli anni novanta la Bosnia occupava il secondo
posto nel mondo per il numero di opere straniere tradotte, dopo
l'Unione Sovietica.
SANITA'
Il sistema sanitario e organizzato dallo Stato e aperto a tutti.
I servizi sanitari, sconvolti dal conflitto hanno dovuto essere
potentemente integrati dagli organismi internazionali.
MINIERE E INDUSTRIE
Il sistema industriale e concentrato attorno alle citta piu importanti.
Esso e generalmente arretrato ed e stato gravemente danneggiato
dalla guerra (piu del 70%). Sono rappresentate la siderurgia,
la metallurgia, la meccanica, l'industria del legno e della carta,
la chimica, l'industria tessile e alimentare.
Le risorse del sottosuolo sono modeste: si estraggono lignite,
ferro, rame, piombo, bauxite e salgemma, sempre in quantita limitate.
Piu consistente e invece la ricchezza rappresentata dal legname,
ampiamente sfruttata.
STORIA
La regione corrispondente all'entita territoriale Bosnia ed Erzegovina
anticamente abitata da tribu illiriche, venne colonizzata nel
corso del I secolo dai Romani, che l'annessero alla provincia
imperiale dell'illiria. Dopo l'arrivo dei Romani che, occuparono
gran parte di queste terre, si ha il primo cenno di dualismo,
che diverra la multireligiosita e la multiculturalita di questo
paese: la separazione (geografica) fra la chiesa cattolica e quella
ortodossa, fra Roma e Bisanzio, passa proprio nella Bosnia.
Slavizzata nel corso del VII secolo a opera di tribu affini agli
slavi-croati e slavi serbi, divenne un principato posto sotto
l'autorita ungherese, mantenne una relativa autonomia nella gestione
amministrativa e politica. Essa venne sottomessa all'autorita
di un bano (ovvero di un signore delle terre di frontiera ungherese).
A partire dal X secolo essa divenne oggetto delle ambizioni dei
bulgari, che riusciranno a imporsi nel 927 nella parte orientale
del Paese e condivisero la propria sovranita insieme al confinante
principato serbo di Caslav (928-960).
In seguito la regione passo nel dominio dei bizantini, che la
mantennero fino al 1205 per tornare poi ai sovrani ungheresi nel
XII e XIII secolo che ne tentarono inutilmente l'integrazione
al proprio regno, ma dovettero scontrarsi con il forte senso autonomistico
dei bani locali.
Da questo conflitto, che da amministrativo divenne immediatamente
politico e che mise le grandi famiglie e i feudatari locali le
une contro le altre, usciranno vincitori i Kotromanic (che sconfissero
i Subic). Sara infatti Stefano II Kotromanic (1322-1353) che riuscira
a formare per la prima volta un regno autonomo e indipendente
(comprendente la regione storica del Hum, la futura Herzegovina
e l’importante citta costiera di Dubrovnik-Ragusa). Fu un regno
rispettato e temuto sia dal potente sovrano serbo Dusan, sia dalla
dinastia degli Angioini d'Ungheria. Il successore di Stefano II,
Tvrtko, nel 1377 si fece addirittura proclamare re di Bosnia e
di Serbia e combatté contro i turchi a Kosovo nel 1389.
A partire dal XIII secolo, in quella terra mediana tra Oriente
e Occidente, si era diffusa l'eresia dualista dei Bogumili (cari
a Dio), alla quale si converti oltre alla dinastia regnante, buona
parte della nobilta e del popolo minuto. Secondo una diffusa interpretazione
si trattava di una setta d'origine bulgara, che vedeva il mondo
in balia delle forze del Bene e del Male, dello Spirito e della
Materia, rifiutava la dottrina dell'incarnazione di Cristo, predicava
l'ascesi e - a differenza della chiesa ortodossa e cattolica -
la rinuncia alle ambizioni e ai beni temporali. Nonostante il
successo che i bogumili conobbero in Bosnia, essi non riuscirono
pero a scalzare del tutto le due chiese tradizionali, forse anche
per la mancanza di una struttura ecclesiastica organica. Il paese
acquisto pertanto, gia nel medioevo, quella tripartizione religiosa
che avrebbe caratterizzato la sua storia. All'eresia bogumila,
contro cui i papi di Roma tuonavano invano, minacciando crociate
su crociate e attuandole talvolta con l'aiuto dei re d'Ungheria,
si sostitui infatti, dopo la conquista ottomana nel 1463, l'Islam,
cui i signori feudali si convertirono in massa per conservare
i propri privilegi.
Dalla meta del XVI e fino al XVIII secolo i rappresentanti di
queste grandi famiglie islamizzate vennero chiamati a gestire
direttamente il potere locale da parte dei sultani Ottomani.
Il mosaico religioso della Bosnia, gia arricchitosi con la conquista
turca, della presenza dei francescani, bene accetti ai nuovi signori,
divenne ancora piu movimentato con l'arrivo degli ebrei: questi,
banditi nel 1492 in Spagna dai cattolicissimi sovrani Isabella
di Castiglia e Ferdinando d'Aragona, trovarono favorevole accoglienza
da parte delle autorita ottomane, che seppero apprezzare le loro
magnifiche doti di artigiani e commercianti.
Al I congresso di Berlino nel 1878 la Bosnia ed Erzegovina fu
trasformata in un protettorato dell'impero austro-ungarico che
provoco il risentimento delle altre potenze europee, particolarmente
della Serbia e della Russia.
Nel 1908 la Bosnia ed Erzegovina fu annessa definitivamente all'impero
austro-ungarico. Tale situazione male accettata dai Serbi (a quel
tempo quasi la meta della popolazione), fu l'origine dell'attentato
di Sarajevo del 28 giugno 1914, che costo la vita all'arciduca
Francesco Ferdinando e diede l'avvio alla prima guerra mondiale.
Nel 1918 la Bosnia ed Erzegovina entro a fare parte del nuovo
Stato Jugoslavo noto come "Regno dei Serbi, Croati e Sloveni".
Teatro della guerra di liberazione partigiana di Tito, la Bosnia
ed Erzegovina rinacque nel 1945 come Repubblica Popolare Federativa
della Jugoslavia. Nel ambito dell'organizzazione spaziale della
federazione, l'esistenza di questa repubblica rispondeva a due
esigenze fondamentali: eludere lo spinoso problema della divisione
di questo territorio tra le due principali repubbliche di Serbia
e Croazia e riconoscere la specificita di una regione la cui popolazione
era composita e nella quale la componente islamica era fondamentale.
LA GUERRA DEL 1992
Alle elezioni effettuate il 19 novembre 1990 vinse la coalizione
"Dei partiti popolari", la quale comprendeva la SDA (
Il partito democratico Musulmano), il SDS (il partito democratico
Serbo), il HDZ (il partito democratico Croato). La coalizione di
questi tre partiti doveva assicurare e garantire gli stessi diritti
e doveri per un popolo multietnico e multireligioso, quello della
Bosnia ed Erzegovina. Ma i partiti non hanno saputo (voluto) sviluppare
un'armonia. Da una parte si cercava di rafforzare l'integralita
e la sovranita della Bosnia ed Erzegovina, dall'altra parte la divisione
territoriale sulla quale i partiti destinati potevano sviluppare
un totale controllo. Era una azione per la divisione del paese,
che il partito Serbo molto presto inizio a sviluppare, proponendo
una regionalizzazione della Bosnia su base etnica.
Il popolo Bosniaco non accetto la divisione proposta e al Referendum
sull'indipendenza in Bosnia ed Erzegovina (29 febbraio e 1 marzo
1992) il 64% voto a favore. I serbi boicottarono le urne e bloccarono
con barricate Sarajevo. Il leader dei serbi Radovan Karadzic annuncio
che i suoi uomini si sarebbero opposti in qualsiasi modo all'indipendenza.
Inizio l'aggressione serba sul piccolo stato bosniaco.
Tre giorni dopo arrivo a Sarajevo il generale indiano Satis Nambiar,
comandante dei 14 mila caschi blu che si dislocarono nei territori
contesi tra Serbia e Croazia entro la fine di aprile e venne stabilito
il quartier generale nella capitale bosniaca.
Il 6 aprile 1992 la CEE riconobbe la Bosnia ed Erzegovina. I Serbi
scelsero proprio questo giorno per iniziare l'aggressione. Inizio
l'assedio di Sarajevo che duro piu di mille giorni, l'assedio piu
lungo nella storia umana, con circa ottomila granate al giorno.
Due giorni dopo il presidente Izetbegovic dichiaro lo stato d'emergenza
nell'intera Bosnia ed Erzegovina.
Il 14 maggio per Sarajevo fu il giorno peggiore. Bombardamenti ininterrotti,
Nambiar divenne ostaggio dei serbi per 24 ore. Una pallottola si
conficco nella scrivania di Izetbegovic. CEE, Croce Rossa e qualche
giorno piu tardi anche l'ONU lasciarono la citta.
La Bosnia ed Erzegovina fu lasciata a se stessa…
.Sul popolo Musulmano inizio il piu grande ed il piu sporco massacro
conosciuto nel mondo civile.
P.S. Non posso parlare, mi fa male ricordare…ma,
non riesco a dimenticare…
La guerra contro la Bosnia ed Erzegovina e stata effettuata
dalla: Jugoslavia (Serbia e Montenegro) e Croazia, entrambi aiutate
dalle forze estremistiche nelle autoproclamate Repubblica Serba
e Herceg-Bosnia (Croata). La guerra contro uno stato indipendente
e terminata il 14 dicembre1995 con un accordo firmato dai tre
presidenti (Milosevic, Tudjman e Izetbegovic), noto come "Accordo
di Dayton".
F.N.