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Rispetto agli altri paesi Africani in
particolare quelli dell’Africa settentrionale, gli immigrati
in Italia, provenienti dal Kenia, sono pochi e raramente nominati
nelle analisi della popolazione immigrata. Secondo le statistiche
del 2004, il Kenia non e fra i primi 50 paesi elencati tra quelli
che hanno il maggior numero di immigrati presenti in Italia. I Kenioti
con il permesso di soggiorno sono circa 2000 unita.
Come citato in un articolo
sul ruolo degli immigranti Kenioti nello sviluppo nazionale, il
Kenia non e ancora un paese di forte emigrazione. L'espansione degli
immigrati Kenioti all'estero nei grandi numeri e un fenomeno relativamente
recente, attribuito al problema della disoccupazione, anche di coloro
in possesso di un istruzione superiore; cio' e' dovuto al deterioramento
dell’economia nazionale, ai problemi politici, ai fattori
legati alla globalizazzione di questi ultimi venti anni.
Le mete di destinazione privilegiate dagli emigrati Kenioti sono:
il Regno Unito, gli Stati Uniti d’America, il Canada ed altri paesi
europei. La maggior parte di questi emigrati sono persone che possiedono
abilità tecniche ed abilità d’affari, sono professionisti (medici,
infermieri, assistenti tecnici, ragionieri, ricercatori, insegnanti);
responsabili e proprietari di attività alla ricerca di professionisti
da ingaggiare e di buone occasioni economiche. Ci sono poi gli studenti,
forse la maggioranza, i quali, completato il loro percorso di studi
decidono di lavorare nei diversi settori produttivi del paese ospitante.
Negli States, in cui la presenza degli immigrati Kenioti è evidentemente
più forte, è stata costituita l’associazione della Comunità Keniota
(KCA) formalizzata nel 1997, con l’intento di promuovere la prosperità
politica, lo sviluppo economico e sociale nel Kenia. Il KCA invita
tutti gli emigrati Kenioti anche in altri paesi fuori degli States
a partecipare alle loro attività con l’obiettivo di unire tutti
cittadini Kenioti che sono emigrati dal Paese.
Essendo il Kenia una meta turistica importante, particolarmente
per gli Europei, italiani compresi; una parte degli emigrati Kenioti
sono costituti anche da coloro, in particolare donne, che contraggono
matrimonio con i turisti italiani e che, successivamente, invitano
in Italia i loro familiari. Questi a loro volta creano piccole imprese,
sia di importazione di articoli rari di natura turistica, sia di
esportazione, su scala ridotta, di capi della moda Italiana ed altri
prodotti. Un'altra categoria di immigrati Kenioti è costituita dai
seminaristi e dal clero. A volte però succede che alcuni seminaristi
interrotta la formazione religiosa e la vita ecclesiale, rimangono
in Italia ed iniziano a lavorare nei settori produttivi.
La maggior parte degli studenti
Kenioti presenti in Italia lascia il paese dopo il completamento
dei loro studi. Questi scelgono di tornare nel Kenia oppure di andare
in altri paesi, soprattutto nel Regno Unito e negli States, dove
possono integrarsi più facilmente, data la somiglianza linguistica,
culturale e la formazione professionale, senza la difficoltà di
imparare una lingua nuova e senza la necessità di tradurre i propri
titoli di studi conseguiti all’estero. In Italia, ad esempio, a
causa dei differenti sistemi d’istruzione keniota ed italiano, i
titoli di studio ottenuti all’estero devono essere riconosciuti
dal sistema d’istruzione italiano per essere validi; inoltre l’italiano,
come tutte le lingue dell'origine latina è generalmente difficile
da imparare per coloro che parlano inglese.
Chi sceglie di rimanere in
Italia dopo aver completato i propri studi, come nel mio caso, si
inserisce nelle attività lavorative con la speranza di avere una
qualità di vita migliore, rispetto a quella che avrebbe se tornasse
in Kenia, soprattutto quando, dopo un soggiorno prolungato all’estero,
cambiano gli obiettivi e le aspettative personali. Essi cercano
di realizzare i propri progetti personali, difficilmente attuabili
in Kenia. Scelgono di rimanere in Italia per realizzare i loro sogni,
o per ottenere la cittadinanza italiana. A mio parere, ogni immigrato
ha una personale missione da perseguire e lotta per la sua realizzazione.
Soggiornare fuori dal proprio
Paese non preclude la possibilità di tornare in Kenia e la scelta
di abbandonare la nuova realtà, ma l'equilibrio fra la scelta di
tornare e quella di restare nella nuova realtà culturale spesso
pesa pesante sul vissuto della nuova esperienza culturale. C’è il
timore di ricominciare da capo ancora una volta, di ri-intergrarsi
nel vecchio contesto, occorre poi considerare diversi fattori: quali
l'età, se si ha una famiglia oppure no, quali sono i rapporti con
la famiglia di origine (legami forti o deboli), se si proviene da
una famiglia povera oppure agiata, se si hanno reali opportunità
di crescita socio-economica ritornando nella vecchia realtà, e molte
altre variabili.
A cura di Joseph Mwangi Waweru
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