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Il fenomeno delle migrazioni
sta trasformando l'Italia in un Paese multiculturale, dove vivono
fianco a fianco persone di lingua, religione e cultura diverse.
Conoscere l'altro, la sua realtà storica, culturale e religiosa
è sicuramente uno degli aspetti fondamentali per la realizzazione
di una convivenza pacifica e per una buona gestione del fenomeno
0immigrazione.
a mediazione culturale è apparsa e si è affermata in Italia solo
recentemente, sulla base di esperienze già iniziate negli altri
Paesi europei, grazie sia al superamento di una originaria visione
in termini di emergenza dell'approccio al fenomeno migratorio, sia
alla scelta di una politica complessiva di integrazione della popolazione
immigrata.
Il Testo unico sulla disciplina dell'immigrazione ed il Documento
programmatico relativo alla politica dell'immigrazione qualificano
la mediazione culturale come un elemento costante delle politiche
di integrazione sociale, indispensabile da un lato per consentire
ai nuovi cittadini di esercitare i loro diritti e, dall'altro, per
facilitare nella nostra società l'integrazione culturale attraverso
la conoscenza e lo scambio reciproci, cercando di assicurare uguali
opportunità nel rispetto della diversità.
La sfida delle politiche di integrazione è proprio qui, nell'esigenza,
oggi più che mai attuale e sentita, di far conoscere, rispettare
e valorizzare le diversità, superando le reciproche diffidenze,
paure e pregiudizi, al fine di prevenire comportamenti discriminatori,
xenofobi e antirazziali e per consentire una convivenza democratica,
ordinata e positiva.
1. LE FUNZIONI
DELLA MEDIAZIONE
Analizzando i bisogni
di mediazione degli utenti appartenenti alle culture minoritarie
e degli operatori che devono rispondere loro, si può delineare la
mediazione culturale come un processo duplice e reciproco di decodifica
della comunicazione che si applica a tre livelli: a) un livello
di ordine pratico-orientativo.
b) un livello linguistico-comunicativo.
c) un livello psico-sociale.
a) Il primo ordine di mediazione, richiesta più o meno esplicitamente
dagli utenti di etnia minoritaria, ha una funzione pratico-orientativa:
disorientati di fronte a un sistema socio-istituzionale e politico-burocratico
per loro estraneo, essi richiedono ai loro connazionali (o ad autoctoni
con i quali hanno stabilito un rapporto privilegiato) di essere
guidati nei loro primi contatti con i servizi e con le istituzioni
del nuovo paese.
Gli immigrati cercheranno una mediazione,
per esempio, quando dovranno iscrivere i propri figli a scuola,
quando dovranno rivolgersi al sistema sanitario per le vaccinazioni
dei bambini, sbrigare pratiche burocratiche, ecc.
b) La mediazione che si svolge all'interno delle istituzioni e dei
servizi ha una funzione linguistico-comunicativa specifica che scaturisce
0dal rapporto interpersonale diretto tra operatori ed utenti appartenenti
a culture differenti: i primi ricoprono un ruolo professionale e/o
istituzionale; gli altri, per i bisogni o per i disagi di cui sono
portatori, si trovano in posizione di fragilità e dipendenza nei
confronti di chi eroga loro i servizi.
La mediazione culturale ha l'obiettivo di creare un contesto comunicativo
nel quale le persone di culture diverse possono considerare normali
cose che all'inizio sembravano strane o bizzarre perché appartenenti
a culture estranee alla propria.
c) Analizzando il contesto degli utenti di etnie minoritarie sono
possibili due interpretazioni:
- La prima considera tutti gli utenti
di un servizio pubblico, a prescindere dall'origine etnica,
come bisognosi di un mediatore perché comunque in condizioni
di svantaggio di fronte ad esso. Secondo questa interpretazione,
le difficoltà degli utenti di etnie minoritarie non sono qualitativamente
diverse da quelle provate dai cittadini italiani, ma differirebbero
soltanto per l'entità dello svantaggio.
- La seconda interpretazione pone quesiti
più profondi e richiede soluzioni più radicali della prima ma
appare più adeguata per trovare soluzioni ai problemi di discriminazione.
Essa richiede l'analisi della tipologia e della dinamica dell0a
discriminazione.
Se gli utenti in sedia a rotelle hanno difficoltà ad accedere
fisicamente ad un servizio, gli utenti stranieri possono avere
difficoltà di accesso alle informazioni per loro incomprensibili.
Nel primo caso servono rampe, nel secondo traduzioni e mediatori.
2. IL RUOLO DEL
MEDIATORE LINGUISTICO CULTURALE(MLC)
Il mediatore linguistico culturale è la
figura professionale che ha il compito di facilitare la
comunicazione e la comprensione, sia a livello linguistico che culturale,
tra l'utente di etnia minoritaria e l'operatore di un servizio o
ente pubblico, ponendosi in modo equidistante e neutrale tra le
parti interessate.
Il mediatore è tenuto a svolgere l'attività
di facilitazione con imparzialità e deve garantire riservatezza
sui contenuti del colloquio.
Collabora alla definizione delle strategie di diffusione delle informazioni
curandone l'impatto con le specifiche aree culturale.
3.
DIRITTI DEL MLC
Il mediatore ha il diritto
di:
- Essere informato dettagliatamente sul caso in questione;
- Rifiutare di infrangere le leggi dello stato italiano, del servizio
o ente per il quale svolge la sua attività/consulenza;
- Rifiutare di svolgere le mansioni per le quali non ha le necessarie
competenze o la necessaria formazione;
- Rifiutare di essere partecipe in casi di discriminazione,
razzismo, offesa ai costumi, alla cultura, alle credenze ed ai valori
di una delle tre parti (utente, operatore, mediatore), riservandosi
il diritto di tutelarsi legalmente.
4.
DOVERI DEL MLC
Il mediatore ha il dovere
di:
- Assicurarsi che il colloquio avvenga;
- Tenersi sempre aggiornato sui regolamenti, le circolari, le leggi
che riguardano la situazione degli utenti e degli operatori;
- Rifiutare l'incarico dove ci sia incompatibilità a livello linguistico,
culturale o personale con una delle due parti;
- Chiarire i presupposti culturali e gli stereotipi delle due culture
messe a confronto;
- Tenere costantemente informate le due parti su quello che sta
succedendo, traducendo tutto accuratamente;
- Intervenire per:
- Riformulare, quando necessario, le frasi
che non sono state comprese da uno dei due interlocutori;
- Chiedere chiarimenti se lui stesso non
ha capito;
- Far notare che una delle due parti non
ha capito il messaggio anche se la traduzione era corretta;
- Far notare quando il messaggio di una
delle parti non è stato trasmesso;
- Rendere noto quando egli stesso ha delle
carenze relative alla cultura di una delle due parti;
- Comunicare quando lui stesso non è a
conoscenza di una specifica informazione;
- Denunciare illegalità, ingiustizia e
discriminazione.
5. GLI AMBITI
DI INTERVENTO DEL MLC
Strutture ospedaliere, ASL
In ambito sanitario il ruolo del mediatore
consiste nel: accogliere l'utenza straniera; facilitare la comunicazione
durante le visite ed i colloqui con pazienti stranieri; fornire
consulenza e chiarificazioni al personale sanitario sulla cultura
di provenienza dell'utente; produrre materiale informativo.
Inoltre il mediatore fornisce assistenza all'utente straniero
nel disbrigo delle pratiche di iscrizione al SSN e nell'orientamento
presso le strutture sanitarie presenti sul territorio.
Giuridico
Questura, Carcere, Tribunale
In ambito giuridico il ruolo del mediatore
consiste nel: effettuare traduzioni giurate; produrre materiale
informativo nella lingua madre dell'utente; accompagnare i cittadini
stranieri nei vari uffici; fornire consulenza al personale di
servizio sulle specificità delle culture di appartenenza degli
utenti; offrire orientamento per il disbrigo delle pratiche
burocratiche (permessi di soggiorno, ricongiungimento familiare,
ecc.).
Servizio sociale dei comuni, Servizio sociale delle ASL
(minori, adulti, famiglie)
In ambito sociale il ruolo del mediatore
consiste nel: accogliere gli utenti stranieri che si rivolgono
al servizio sociale; facilitare la comunicazione tra operatori
sociali ed utenti qualora sia difficile la comprensione linguistica
e/o culturale (modello educativo, peculiarità religiose);
chiarire ai cittadini stranieri i ruoli ed i poteri ricoperti
delle figure professionali operanti nell'ambito sociale; offrire
consulenza agli operatori sociali per facilitare la risoluzione
dei casi in cui sono coinvolti utenti stranieri.
Lavorativo
Ufficio di collocamento
In ambito lavorativo il ruolo del mediatore
consiste nel: offrire consulenza agli operatori a contatto con il
pubblico; produrre materiale informativo; fornire consulenza ai
cittadini stranieri per la redazione dei curricula e la compilazione
della modulistica; istituire e gestire una banca dati/archivio per
la ricerca lavoro; divulgare informazioni relative all'ottenimento
dell'equipollenza dei titoli di studio; illustrare le procedure
necessarie per ottenere la conversione delle patenti; agevolare
il disbrigo delle pratiche burocratiche (ottenimento del permesso
di soggiorno, ricongiungimento familiare, ecc.); favorire i
contatti con i datori di lavoro; agevolare l'ottenimento dei contratti
di lavoro.
Nidi, Scuole materne, Scuole elementari,
Scuole medie
In ambito scolastico il ruolo del mediatore
consiste nel: facilitare la comunicazione tra l'alunno straniero
e l'insegnante e tra la famiglia straniera e l'insegnante; offrire
assistenza temporanea agli insegnanti di alunni che non conoscono
l'italia0no; fornire consulenza agli insegnanti per facilitare la
comprensione di comportamenti problematici messi in atto dai bambini
stranieri; fare docenza nei corsi di aggiornamento per insegnanti
sulle tematiche dell'intercultura; partecipare alle riunioni tra
gli insegnanti ed i genitori stranieri.
Inoltre il mediatore fornisce chiarimenti a insegnanti e famiglie
straniere sui diversi modelli educativi; divulga le informazioni
relative alle modalità di iscrizioni nelle scuole; produce materiale
informativo in lingua straniera relativo alla scuola; si occupa
della redazione della modulistica scolastica nella lingua del paese
di origine del bambino; prepara materiale didattico nella lingua
madre dell'alunno; partecipa ad attività di promozione e valorizzazione
di altre culture; fornisce la sua consulenza nei progetti per una
didattica multiculturale.
Katy |