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Progetto finanziato con il fondo per l’inclusione sociale degli immigrati
- mindm@pping
- Il progetto
- Programma
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Progetto finanziato con il fondo per l’inclusione sociale degli immigrati.
Mindm@pping è un progetto di sensibilizzazione finalizzato al contrasto dei fenomeni discriminatori, di bullismo e di razzismo, al rispetto delle diversità e al dialogo interculturale tra famiglie italiane e straniere, finanziato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.
Gli obiettivi generali delle azioni del progetto consistono nell’affrontare le tematiche, attraverso un percorso misto di informazioni, conoscenze ed esperienze volte all’abbattimento dei pregiudizi, che alimentano le mappe mentali che sono alla base dei fenomeni di intolleranza.
Il Progetto mindm@pping, è in corso di realizzazione nella città di Roma, quartiere Borghesiana (VIII municipio), presso l’Istituto Comprensivo Scolastico Statale “Marco Polo”.
Un territorio dove la popolazione straniera è pari all’8,0% sul totale della stessa; rappresentando, sui 20 municipi della Capitale, l'8° municipio per densità di cittadini stranieri. Con una presenza di minori stranieri pari al 22,1% sul totale della popolazione straniera residente nel VIII municipio(1).
(1)Cfr. Caritas di Roma, Osservatorio Romano sulle Migrazioni. Terzo Rapporto, Edizioni IDOS, Roma, 2007
L’intento del progetto è quello di affrontare i pregiudizi, quali precursori dei fenomeni discriminatori di intolleranza e di razzismo, mediante una duplice azione:
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L’attivazione nelle II classi di "laboratori formativi/interculturali" all’interno dei quali, sarà possibile per gli alunni acquisire informazioni e competenze utili alla decodifica di comportamenti ed azioni differenti dalle abituali modalità comportamentali e, attraverso un apprendimento esperenziale, acquisire un approccio mentale flessibile, maggiormente propenso all'apertura ed al dialogo interculturale. Verranno successivamente divulgate le proposte o buone pratiche individuate ed elaborate dagli alunni stessi, all'interno dei "laboratori formativi/interculturali".
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L'attivazione pomeridiana di un "servizio di consulenza psicologica e di mediazione culturale", indirizzato agli adulti: famiglie straniere, famiglie italiane e corpo docente, quale "spazio privilegiato" di riflessione e confronto su tematiche relative alla comunicazione e all'intercultura.
Il Progetto mindm@pping, si concluderà con un seminario aperto alle realtà territoriali, pubbliche e private, volto alla presentazione delle attività progettuali, alla quale seguirà il dibattito e l’analisi dei risultati realizzati. Allo stesso tempo l’adesione all’iniziativa ed il coinvolgimento dei partecipanti (Organi Istituzionali, Comitato di Quartiere, rappresentanza di cittadini immigrati, rappresentanza dell’Istituto Comprensivo Scolastico Statale “Marco Polo” rappresentanza di altri istituti scolastici del quartiere, popolazione locale, ecc.) saranno elementi utili nella valutazione del grado di penetrazione delle attività svolte nel corso del Progetto mindm@pping, dei materiali elaborati e degli strumenti adottati per la loro realizzazione.
"Progetto finanziato con il fondo per l’inclusione sociale degli immigrati"
Progetto di sensibilizzazione finalizzato al contrasto
dei fenomeni discriminatori, di bullismo e di razzismo,
al rispetto delle diversità e al dialogo interculturale
tra
famiglie italiane e straniere.
"Poche cose hanno fatto più danno
della credenza da parte di individui o
gruppi (o tribù o Stati o nazioni o
Chiese) che lui, o lei, o essi sono i soli
possessori della verità, soprattutto
riguardo a come vivere, che cosa
essere e fare – e che chi la pensa
diversamente non solo sbaglia, ma è un
malvagio o un pazzo, e bisogna
rinchiuderlo o eliminarlo. E’ una
terribile e pericolosa arroganza
credere che siamo i soli ad avere
ragione, che abbiamo un occhio
magico che vede la verità, e che gli
altri, per il solo fatto che dissentono,
non possono avere ragione. Questa
arroganza ci rende certi che esiste una
sola meta, una e una sola per la nostra
nazione o Chiesa o per l’intera
umanità, e che qualunque ammontare
di sofferenza (specie se a soffrire sono
gli altri) è giustificato, purché la meta
sia raggiunta…" (Isaiah Berlin)
Isaiah Berlin, “Appunti sul pregiudizio” in AA.VV.
Adelphiana. Pubblicazione permanente, Adelphi, Milano, 2002
Presentazione
A Roma non mancano i segni del multiculturalismo e del
plurilinguismo introdotti dall’immigrazione, ma oggi è
necessario attivare uno sforzo maggiore da parte di tutti,
proponendo e sostenendo percorsi concreti di integrazione
e, nello stesso tempo, vigilando per prevenire fenomeni di
devianza.
Cambiano gli immigrati, che rivedono radicalmente i loro
progetti migratori, ma anche la città ha vissuto e vive
mutamenti antropologici positivi.
Il progetto Mindm@pping rappresenta certamente una
goccia nel mare di problemi e di impegni messi in atto da
tutti gli attori del sociale e delle istituzioni. La dimensione
ridotta, però, non impedisce che il progetto faccia emergere
alcuni aspetti caratteristici della “questione immigrati”
nella Città.
Il Progetto
Sotto il profilo strutturale, il progetto si presenta con una
chiara linearità logica che, partendo dalla condivisione di
informazioni qualificate e strutturate sull’immigrazione e
sulla sua storia, arriva a ritrovare, nella memoria dei singoli
e delle loro famiglie e nei loro comportamenti quotidiani,
gli echi ed i riflessi culturali del pregiudizio e del punto di
vista soggettivo.
Dal punto di vista metodologico, l’attività degli esperti
esterni si è saldata solidamente con l’azione educativa dei
docenti e questa coesione dice chiaramente che il progetto
ha fatto presa nelle classi. L’attività di condivisione delle
informazioni ed il ricorso alle esperienze personali ha
consentito, progressivamente, la crescita della
partecipazione attiva da parte degli alunni.
Dal punto di vista delle attività didattiche, sia sotto il
profilo dei tempi e delle forme organizzative, sia sotto il
profilo dei contenuti, la relazione partecipativa messa in
atto dai docenti e dagli esperti esterni ha consentito uno
svolgimento molto regolare e strutturato del piano di
lavoro concordato.
Per sostenere l’attività di monitoraggio, abbiamo ritenuto
rilevante verificare presso le famiglie la risonanza e le
opinioni tanto sul problema immigrazione, quanto sul
progetto. Dopo aver redatto un questionario strutturato
breve, lo abbiamo sottoposto ad alcuni membri del
Consiglio di Istituto. Alle stesse persone è stato sottoposto
un secondo questionario al termine delle attività didattiche,
al fine di rilevare eventuali cambiamenti dei punti di vista.
Le attività di consulenza si sono concentrate su un
numero ridotto di casi, che sono stati seguiti con molta
attenzione e partecipazione anche da parte dei docenti
coinvolti. La collocazione fisica di questa parte dell’attività
nel plesso della scuola elementare ha reso più difficile la
partecipazione delle famiglie, mentre negli incontri con i
singoli studenti sono state espresse diverse richieste di
informazione e consulenza.
Riflessioni
Il progetto mette in moto molte riflessioni anche da parte di
famiglie, istituzioni locali, cittadini, associazionismo, ecc...
Quando si affrontano tematiche di grande complessità, non
basta affidarsi al semplice buon senso o basarsi su
impressioni superficiali. Per favorire il superamento di un
atteggiamento superficiale, che ha causato e può continuare
a causare gravi inconvenienti, è necessario agire su tre
leve: conoscenza, mediazione culturale e prevenzione.
La domanda fondamentale rimane sempre la stessa: gli
immigrati sono un problema o una risorsa? Molti sono
portati a inquadrarli in maniera negativa e a considerarli,
specie in questa difficile congiuntura, la causa prevalente
dei propri disagi.
Se vogliamo perseguire l’obiettivo di fare in modo che
l’Europa diventi un’area di libertà, sicurezza e giustizia,
dobbiamo sconfiggere l’idea della corrispondenza
automatica tra aumento dell’immigrazione e aumento della
delinquenza. Convinzione, questa, dura a morire.
Lo sforzo congiunto delle istituzioni e della società civile
contribuirà, nel tempo, a superare lo stato di malanimo nei
confronti degli immigrati e a favorire una politica di
accoglienza e di convivenza da difendere con rigore
assoluto nei confronti di quanti non si comportano bene.
In questa direzione, moltissimo è già stato fatto, ma troppo
spesso l’investimento in informazione è stato limitato nel
tempo ed ha esaurito in breve tempo la sua carica positiva.
Occorre patrimonializzare le esperienze di qualità e
renderle costantemente disponibili nei molti luoghi della
vita quotidiana degli immigrati e delle comunità locali.
Nelle pagine successive sono illustrati alcuni dei tanti
lavori realizzati dagli studenti delle classi coinvolte, che
con il loro entusiasmo e creatività hanno contribuito alla
riuscita del progetto.
Poster realizzati dagli alunni
della Classe II A, B, C e D
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Poesie realizzate dagli alunni
della classe II A, B, C e D
L’AMICIZIA”
Solo a pensare….
“Che sarei io senza te”!
se non ci fossero ostacoli,
non potremmo superarli,
se non ci fosse la perfezione,
non potremmo provare a raggiungerla,
se non ci fosse l’AMORE
non ci sarebbe più nessuno,
se non ci fosse l’odio
non ci sarebbe la pace;
se non ci fossi tu…
l’amicizia non avrebbe più senso!
DANILA
“VITA”
Vorrei fondermi
nei colori del tramonto
per esplorare lo splendore di quei luoghi.
Nei dorsi di colli e cieli
riflettersi…
Terre straniere visitare,
tutte le strade camminare!
Vedere le diversità,
fondermi con le altre culture
scoprendo realtà future…
SARA
“COME SPIGHE”
Quando guardiamo il mondo
dall’alto,
non possiamo sapere cosa succede;
io, vedo la vita di tutti i giorni, un quarto di
miglio alla volta…
perché non importa se sei nero, o
bianco
l’importante è il colore del cuore;
immaginare il mondo di uguali
diritti e doveri
non è un sogno
ma una realtà da vivere nella vita
perché tu fai parte del mondo
e non importa cosa giudica l’altra
gente!
Osservando un campo di grano
possiamo ammirare un’infinita
quantità di spighe
ognuna di loro è una di noi!
Non esistono spighe nere, o rosa
ma tutte uguali, la diversità
non esiste…
Nel cuore delle persone che hanno
“sentimenti”!
ALESSIO.
“VITA”
E’ un giorno di sole
i rami del ciliegio
rinfrescano l’erba che lo circonda
e tutti i suoi fiori
così belli e freschi
mi fanno quasi ricordare
la brezza leggera delle onde sulla riva!...
Il sole lancia i suoi raggi come frecce
e gli occhi cercano di intravedere
un qualcosa di immateriale
un qualcosa di astratto,
ma allo stesso istante
concreto: sensazione,
paura, incertezza…
mi chiedo cosa mai possa essere…
e intanto intorno a me
un’atmosfera di colori
mi avvolge in una sola
unica emozione: LA VITA….
Latif e Sara mi hanno fatto capire
questo!
LUDOVICA
“IL MONDO”
Il nostro mondo
è grande e profondo!
La diversità lo divide
in stelle infinite
in piccoli pezzi
tutti un po’ pazzi!
Le difficoltà si superano
con dignità;
c’è chi ha paura
di ogni avventura,
c’è anche il bullismo
come il razzismo,
fare del male
alla gente normale!
Il mondo è rotondo
Bello e profondo,
le persone che ci vivono
cattive sono?
Questo non so
ma spero di no!
Io voglio cambiare
con il mondo vorrei volare,
vorrei capire com’è fatto
e renderlo più matto
di quanto ora già è….
Ci siamo chiesti il “perché”?!
JASMINE
HELP Soc. Cooperativa Sociale
Invita a partecipare alle riflessioni finali sul progetto

il
6 ottobre 2009 dalle ore 10,00
presso a.s.d. POLISPORTIVA BORGHESIANA
Via Lentini SNC
Un progetto di sensibilizzazione finalizzato al contrasto
dei fenomeni discriminatori, di bullismo e di razzismo,
al rispetto delle diversità e al dialogo interculturale
tra famiglie italiane e straniere.
Seminario
Ore 10.00 Inizio dei Lavori
Romano Mazzone Presidente della H.E.L.P. Soc. Coop. Sociale: Presentazione e obiettivi del Progetto”Mindm@pping”
Intermezzo MUSICALE
Sara Valeri Psicologa:
Laboratorio formativo/interculturale e Servizio di consulenza psicologica e di mediazione
Latif Al Saadi Mediatore Culturale:
Riflessioni Interculturali sull’attività del Progetto”Mindm@pping”
Intermezzo MUSICALE
Andreina Vellusi Docente :
La visione dell’Istituto Scolastico “Marco Polo” sul Progetto”Mindm@pping”
Ore 11:00 Coffe Break
Ore 11.30 Ripresa dei Lavori
Enzo A. Becchetti Esperto di Comunicazione:
Monitoraggio dell’attività del Progetto”Mindm@pping”
Augusto Biondi Consulente Senior:
Monitoraggio, una visione generale sul Progetto”Mindm@pping”
Ore 12.00 Dibattito
Ore 13.00 Carla Mastroddi Preside dell’Istituto scolastico “Marco Polo”:
Conclusioni
Roma 6 ottobre 2009-10-06
Presentazione del Seminario Mindm@pping
Romano Mazzone, Presidente della H.E.L.P. Soc. Cooperativa Sociale
Gentili Signori e Signore,
rappresentanti delle Istituzioni, della scuola e della società civile,
Vi ringrazio sentitamente per la vostra presenza qui oggi, che conclude un percorso progettuale iniziato oltre un anno fa.
L’idea progettuale di Mindm@pping è nata da alcune nostre riflessioni condotte dopo la preziosa esperienza di formazione di un piccolo gruppo di Mediatori Cultural Professionali, attività realizzata con il finanziamento ed il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Roma.
Nel corso di quell’esperienza ragionammo molto sul tema delle mappe mentali e su come la costruzione di queste “zone del pensiero” influisca sui nostri comportamenti quotidiani, spesso molto al di là delle nostre intenzioni.
Negli ultimi 20 anni la nostra società si è enormemente allargata ed arricchita. Basta guardare al nostro vocabolario quotidiano. Chi di noi sapeva com’era fatto e che gusto aveva il Kebab, alla fine del secolo scorso? Chi di noi si preoccupava della questione del velo islamico nelle classi scolastiche? Chi di noi sapeva dov’è Nassirya?
Basta guardare al nostro abbigliamento ed a quello dei nostri figli, o alle tecnologie che ci accompagnano ogni giorno, in maniera irreversibile. I media hanno trasportato in giro per il mondo modelli, mode, modi di dire, muoversi, ascoltare la musica. Hanno portato dappertutto, o quasi, linguaggi e comportamenti nuovi.
Certo, non tutto quello che è nuovo è necessariamente migliore di ciò che lo precedeva. Lo ha detto Alessandro Manzoni ed io lo sottoscrivo pienamente.
Però non si può nemmeno rifiutare tutto il nuovo per difendere la presunta purezza del passato. In nessun passato risiede il meglio.
L’età dell’oro è il mito più diffuso nella letteratura umana. Un mito, appunto. Abbellito ed addolcito dalla distanza.
Perché la nostra attenzione si è fermata sul fenomeno delle mappe mentali? Voglio provare a chiarirlo facendo un test. Ora vi leggerò un passo e poi vi chiederò di attribuirlo, indovinando, fra tre ipotesi, chi ha scritto queste parole:
“Non nutro più alcuna speranza per il futuro del nostro popolo se il futuro deve dipendere dalla gioventù superficiale di oggi. Perché questa gioventù è senza dubbio insopportabile, irriguardosa e saputa. Quando ero giovane mi sono state insegnate le buone maniere e il rispetto per i genitori. La gioventù di oggi vuole sempre dire la sua, è sfacciata e maleducata.”
- un insegnante della vostra scuola media in occasione del voto di condotta negli ultimi scrutini;
- un genitore del Consiglio di Istituto del Liceo Pertini di Tor Bella Monaca;
- il Presidente della Camera, dopo un incontro con gli studenti di una scuola superiore romana.
Nessuno dei tre. Sono parole di un grandissimo poeta e filosofo greco, di nome Esiodo, che le ha scritte 2710 fa.
Nelle sue mappe mentali i giovani che vedeva intorno a sé erano la negazione di ogni logica, di ogni educazione, di ogni relazione corretta.
I nostri pregiudizi, i nostri punti di vista, i nostri stessi sentimenti sono relativi, debbono necessariamente essere messi al confronto con altri, diversi.
Dobbiamo mediare, dobbiamo imparare a scegliere il buono che viene dalla contemporaneità ed integrarlo nella nostra tradizione, nelle abitudini, nelle leggi e nei comportamenti umani e sociali.
Dobbiamo imparare a modificare i confini delle nostre mappe mentali, renderli più permeabili e flessibili.
Dobbiamo imparare a diffidare dei rifiuti pregiudiziali, delle paure, delle barriere.
Per farlo, dobbiamo restituire agli altri la loro legittimità.
L’attività che abbiamo svolto nella vostra Scuola Media è stata finalizzata al contrasto dei fenomeni discriminatori di bullismo e di razzismo ed alla promozione del rispetto delle diversità.
Per raggiungere gli obiettivi generali del progetto esperti esterni e docenti hanno affrontato, insieme agli alunni delle seconde classi, la tematica dei pregiudizi, alla base dei fenomeni discriminatori (non solo bullismo e razzismo, ma anche discriminazione di genere, culturale, sociale, ecc.).
Attraverso il progetto volevamo:
- individuare e catalogare i pregiudizi più diffusi, che accomunano e/o differenziano gli studenti coinvolti nel progetto;
- offrire ad un campione di studenti delle seconde classi un’esperienza educativa orientata all’interculturalità;
- promuovere soluzioni creative di buone pratiche individuate dagli studenti stessi e favorirne la loro divulgazione;
- divulgare nel territorio, attraverso le reti formali ed informali, comprese le tecnologie TLC, il Progetto ed i risultati ottenuti per valutarne il valore aggiunto sotto il profilo della cultura della convivenza.
Di come si è mosso e si è dipanato il percorso del progetto parleranno altri, nel corso della mattinata.
A me, che vivo da molto tempo una condizione di diversità quotidiana, premeva richiamare la vostra attenzione sulla diversità, vera o presunta, che vive intorno a ciascuno di noi. Questa diversità può trasformarsi in una nuova ricchezza o in nuovi ostacoli, barriere, distanze.
Basta pochissimo per trasformare una persona diversa da noi in un nemico o in un amico.
Dai materiali prodotti nel corso dell’attività, ricordo di aver letto una lettera scritta da un alunno ad un suo compagno di classe che ha la pelle di un colore differente. In quella lettera c’era tutta la difficoltà di accettare la diversità, ma c’era anche una ventata di speranza e fiducia, qualcosa che ha cambiato l’atteggiamento, il punto di vista, il comportamento di quell’alunno, aprendolo ad un’amicizia nuova.
Siamo sempre noi a decidere e nessun altro lo può fare al nostro posto.
Se pure quello fosse il solo cambiamento che il nostro progetto ha prodotto in tutta la scuola (ed io non credo che sia così), allora sarebbe comunque valsa la pena di realizzarlo.
Mahatma Gandhi, che di fede e intelligenza se ne intendeva, ci ha detto:
Se vogliamo vincere la nostra battaglia, dobbiamo essere noi stessi i primi testimoni convinti della trasformazione che vogliamo vedere realizzata nel mondo che ci circonda.
Perché quello che facciamo è soltanto una goccia nell'oceano, ma se non ci fosse, quella goccia all'Oceano mancherebbe.
Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato a Mindm@pping, dalla Preside ai docenti, dai genitori agli alunni ed al personale della scuola.
Spero che avremo ancora occasione di lavorare insieme ed ora lascio la parola ai nostri esperti.
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