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  • Presentazione
  • Il Progetto "Dialogando"
  • Il Programma

Progetto Finanziato dal Piano Provinciale 2006 delle azioni e degli interventi per l'integrazione della popolazione immigrata, ai sensi del Decreto Legislativo 286/98.

“Dialogando” è un progetto volto a promuovere l’avvio o il consolidamento delle associazioni di immigrati e delle relazioni fra queste ultime, le associazioni di cittadini italiani e le Istituzioni, ovvero favorire l’individuazione e l’emersione delle comunità e dei gruppi di interesse della popolazione straniera, per poi sostenere l’avvio o il consolidamento dell’associazionismo di rappresentanza, perno di qualsiasi attività negoziale.
Si tratta, a nostro avviso, dei passi preliminari per uscire dalla logica dell’emergenza e per arrivare ad una politica dell’ospitalità condivisa, sia sul fronte degli immigrati sia su quello dei cittadini italiani e delle istituzioni di governo locale.
Attraverso il dialogo ed il confronto, i rappresentanti delle comunità e delle associazioni di immigrati, i rappresentanti delle comunità e delle associazioni di cittadini italiani, i referenti delle istituzioni locali, saranno chiamati a partecipare alla nostra azione, sperimentando modelli di dialogo e negoziazione necessari per dare ordine e certezza al rapporto tra popolazioni diverse, residenti nello stesso territorio.
Le comunità etniche immigrate hanno bisogno di ridefinire la propria identità anche attraverso il proprio modello esplicito di relazione verso la comunità ospitante, come contributo alla convivenza pacifica e sicura ed all’equilibrio, per giungere alla condivisione delle regole ed alla partecipazione, a pieno diritto, alla costruzione del clima sociale.

  1. La comunità ospitante, dal suo canto, ha bisogno di ridefinire il proprio progetto di sviluppo, a partire dalla modificazione dei fattori economici e sociali che hanno messo in moto le trasformazioni più radicali, tra le quali le correnti migratorie hanno grande parte. Quando il mercato del lavoro cerca braccia, sul piano sociale arrivano delle persone.

L’ambito territoriale prescelto per il nostro Progetto è l’VIII municipio del Comune di Roma.
La scelta di operare all’interno di questo territorio è dettata dalla diffusa presenza di cittadini stranieri residenti.
Dall’Osservatorio Romano sulle Migrazioni si evince che la popolazione straniera all’interno dell’VIII municipio raggiunge le 18.000 unità, con un incidenza pari all’8,8%, rappresentando, sui 20 municipi della Capitale, l’ottavo territorio per incidenza di cittadini stranieri. Se però osserviamo il numero degli stranieri residenti, in valori assoluti, possiamo notare come l’VIII municipio sia il 3° per presenza straniera. Questo aspetto evidenzia l’alta densità della popolazione generale (205.000 unità circa) presente in questo municipio.
L’intera iniziativa parte dalla somministrazione di questionari elaborati ad hoc, ai rappresentanti delle comunità e delle associazioni di immigrati, ai rappresentanti delle comunità, gruppi e associazioni di italiani, ai referenti istituzionali.
L’intento è quello di ottenere informazioni utili alla predisposizione dei focus group sui tre temi critici identificati come “hard core” del progetto: sicurezza, regole, patto sociale.
Il Progetto Dialogando , si è concluso con un seminario aperto alle realtà territoriali, pubbliche e private, volto alla presentazione delle attività progettuali, alla quale seguirà il dibattito e l’analisi dei risultati realizzati. Allo stesso tempo l’adesione all’iniziativa ed il coinvolgimento dei partecipanti (Organi Istituzionali, rappresentanza di cittadini immigrati, , popolazione locale, ecc.) saranno elementi utili nella valutazione del grado di penetrazione delle attività svolte nel corso del Progetto Dialogando , dei materiali elaborati e degli strumenti adottati per la loro realizzazione.

Progetto Finanziato dal Piano Provinciale 2006 delle azioni e degli interventi per l'integrazione della popolazione immigrata, ai sensi del Decreto Legislativo 286/98.

“Dialogando” è un progetto volto a: consolidare la capacità di rappresentanza delle leadership, delle comunità e delle associazioni di immigrati; costruire insieme modelli di relazione fra immigrati e cittadini italiani; dotare le rappresentanze sociali e le Istituzioni di strumenti negoziali per garantire serenità e sicurezza a tutti i cittadini.

“Solo tra uomini liberi ci può essere negoziato” Nelson Mandela

I tre obiettivi del Progetto
Il progetto Dialogando intende contribuire attivamente al processo di elaborazione delle strategie più efficaci per promuovere l’avvio o il consolidamento delle associazioni di immigrati e delle relazioni fra queste ultime, le associazioni di cittadini italiani e le istituzioni, ovvero favorire l’individuazione e l’emersione delle comunità e dei gruppi di interesse della popolazione straniera, per poi sostenere l’avvio e/o il consolidamento dell’associazionismo di rappresentanza, perno di qualsiasi attività negoziale.
Il progetto Dialogando ha tre obiettivi principali:

  1. sperimentare modalità innovativedi relazione tra rappresentanze delle comunità e delle etnie ospiti e quelle residenti, per mettere a punto un progetto di convivenza condiviso;
  2. evidenziare gli ostacoli ed i problemi di comunicazione che si interpongono fra i gruppi sociali, per definire un primo “vocabolario unico della cittadinanza” che consenta di condividere senso e significato del sistema dei diritti e dei doveri all’interno del quale tutti i soggetti si muovono;
  3. rafforzare la capacità di rappresentanza, di relazione e di progetto delle comunità etniche presenti nel territorio, per facilitare il confronto ed il dialogo sociale.

Attualmente, nel territorio romano il diritto alla rappresentanza si manifesta in tre forme:

  1. la rappresentanza informale;
  2. la rappresentanza formale attraverso l’elezione di quattro Consiglieri Aggiunti nel Consiglio Comunale (prima elezione nel 2004, seconda nel 2007) e di un Consigliere Aggiunto per ognuno dei 20 Municipi;
  3. la rappresentanza formale attraverso la Consulta Cittadina per la rappresentanza delle Comunità Straniere.
  4. La rappresentanza informale è quella che le singole comunità hanno costituito spontaneamente nei diversi territori e che si esplicita in azioni locali di mediazione, di proposta o richiesta su problemi di carattere congiunturale.

 
Si tratta di modelli elementari, basati sulla presenza di una leadership gerarchicamente e storicamente riconosciuta (per la comunità ospitata) e di una autorità riconosciuta (Pubblici Ufficiali, Forze di Sicurezza, Istituzioni locali, Scuola, Chiesa) sul versante della comunità ospitante. Il carattere spontaneo e congiunturale descrive più una capacità di rappresentazione dei problemi e delle esigenze elementari dellecomunità locali, piuttosto che una forma evoluta e moderna di rappresentanza degli interessi generali, che comporta sicuramente anche una certa capacità di partecipazione attiva all’insieme delle attività locali di rilevanza sociale.
2. La rappresentanza formale che si esprime attraverso la presenza di quattro consiglieri nel Consiglio Comunale e di un Consigliere per ognuno dei 20 Municipi (tutti eletti dal voto dei cittadini stranieri residenti a Roma) è un’esperienza pilota avviata nel 2004 e proseguita con il secondo mandato elettorale iniziato nel 2007. Dovendo rappresentare oltre 200 presenze etniche rilevanti, la scelta è stata quella di riferirsi a quattro macroaree geopolitiche: Asia, Europa non comunitaria, Africa, Americhe, ciascuna rappresentata da un Consigliere eletto a suffragio universale dai cittadini di nazionalità straniera non comunitaria residenti a Roma o domiciliati nella città per ragioni di studio o di lavoro.
3. Il terzo livello di rappresentanza è quello espresso attraverso la Consulta: “I Rappresentanti delle 30 maggiori comunità nazionali partecipanti al voto sono raccolti nella Consulta, la cui Assemblea ha il compito di mediare, omogeneizzare e organizzare le singole e diverse richieste delle varie comunità straniere, in modo che esse assumano un significato e una valenza cittadina e come tali vengano presentate agli organi politici dell’Amministrazione.”(fonte: http://www.romamultietnica.it/it/la-citt-interculturale/rappresentanza-dei-cittadini-stranieri.htm)
L‘esperienza di questi anni ha reso evidente il fatto che:

  1. gli organismi di carattere spontaneo non bastano a far crescere la capacità di rappresentanza delle comunità locali. L’innesco, sul piano concreto, dovrebbe essere fondato sulla continuità e sulla generalità dell’intervento, superando il limite congiunturale per entrare in contatto sul piano strutturale con la comunità ospitante. Questo passaggio comporta, da parte delle comunità ospiti, l’adozione di modelli e meccanismi di rappresentanza comparabili con quelli vigenti nella comunità ospitante, quindi fortemente ancorati sul piano giuridico, piuttosto che su quello etnico o etnico religioso; non a caso, proprio le comunità religiose sono quelle che incontrano maggiori difficoltà nella gestione del dialogo interculturale;
  1. gli organismi di carattere elettivo hanno un grande valore sul piano storico, culturale e simbolico, ma non hanno presa sul piano concreto. L’ineliminabile distanza (culturale, etnica, linguistica) tra i quattro eletti e l’articolazione dei rispettivi bacini elettorali crea immediatamente una situazione di difficoltà estrema nella semplice raccolta delle esigenze, delle richieste e delle priorità.

Il Progetto Dialogando, a partire dalla somministrazione di questionari elaborati ad hoc e proposti ai rappresentanti del sociale (comunità e associazioni di immigrati, rappresentanti delle comunità etniche ed etnico religiose, gruppi e associazioni di italiani, referenti istituzionali), ci ha consentito di raggiungere dei risultati rilevanti sotto il profilo delle strategie di integrazione sui tre temi critici identificati come “hard core” del progetto: sicurezza, regole, patto sociale e sui loro riflessi primari: la consapevolezza e la legittimazione della diversità.
Sul tema delle modalità innovative di relazione l’esperienza fatta attraverso i focus ha dimostrato che questo strumento rappresenta il modo più flessibile per affrontare tematiche complesse, soprattutto in presenza di ostacoli linguistici. La presenza di un Mediatore Culturale Professionale nei focus è fondamentale per garantire una piena agibilità della discussione.
Sul tema del “vocabolario unico della cittadinanza” è risultato evidente a tutti i partecipanti che il diritto di voto rappresenta la chiave di volta per stabilire criteri di pari dignità in ogni fase della vita di relazione tra singoli e tra comunità. Non esiste cittadinanza senza la possibilità di esprimere il proprio voto.
Sul tema della capacità di rappresentanza, sono emersi due elementi critici:
a) da un lato la società civile locale non è più rappresentabile con gli schemi retorici della partecipazione allargata tipica degli anni '70. Le forme della partecipazione sociale e politica si sono trasformate profondamente, seguendo la linea tracciata dall'evoluzione delle rappresentanze politiche. Le presenze sul territorio si sono diradate, mentre sono diventati più efficienti i sistemi di raccolta dei consensi e la composizione di gruppi di progetto e gruppi di interesse, spesso monotematici e privi della  necessaria capacità di visione generale;
b) dall'altro lato, è risultato evidente che le forme associative e di rappresentanza sono estremamente diverse tre le etnie presenti sul territorio e non è detto che alla presenza fisica di rappresentanti corrisponda un'attività sociale, politica e culturale così come viene intesa nel contesto occidentale.
Certamente tra i modelli culturali centroamericani, quelli europei orientali e quelli africani passa una distanza maggiore di quella che esiste, ad esempio, fra i centroamericani e gli europei occidentali.
Questo significa, inoltre, che la scala delle prioritàcambia a seconda dei diversi gruppi etnici e dei diversi progetti migratori. La rappresentanza politica non rientra sempre nell’arco delle priorità di primo livello che, invece, in molti casi, sono fortemente legate agli elementi chiave della sopravvivenza (lavoro, tetto, sicurezza).
Infine, proprio a Roma l’arco delle etnie rappresentate è particolarmente ampio e il Municipio VIII riflette in pieno questa varietà.
Ecco perché la capacità di rappresentanza del Consigliere Aggiunto risulta particolarmente critica, dovendo intrattenere rapporti con una grande molteplicità di soggetti, magari dotati di coesione sociale al proprio interno ma non sempre organizzati e non sempre culturalmente orientati alle forme occidentali di relazione politica e culturale.
Risultati attesi dal Progetto
I risultati previsti dal progetto Dialogando sono stati nel loro complesso raggiunti.
Le attività realizzate nel corso del progetto Dialogando hanno avuto come destinatari diretti i rappresentanti delle comunità e delle associazioni di immigrati, i rappresentanti delle comunità, gruppi e associazioni di italiani ed i referenti delle amministrazioni locali coinvolti attivamente nelle diverse fasi del progetto.
Attraverso la partecipazione diretta ai focus group, alle diverse componenti è stata data l’opportunità di:

  1. condividere idee propositive per una migliore fruibilità dei servizi da parte dei cittadini immigrati ed italiani;
  2. sperimentare attivamente una modalità comunicativa efficace per lo svolgimento del dialogo e al confronto interculturale (focus group);
  3. rendere operativamente concreta la possibilità di intessere una rete di relazioni tra soggetti diversi (associazioni, operatori economici e culturali, ecc.), per avviare relazioni di confronto e reciproco scambio di conoscenze.

Nel progetto sono stati toccati destinatari indiretti, quali:

  1. le comunità e le associazioni di immigrati, le comunità, i gruppi e le associazioni di italiani e le amministrazioni locali coinvolte tramite i loro rappresentanti ed i loro referenti alle attività del progetto;
  2. gli utenti (visitatori) del sito web immiweb.org, poiché all’interno del sito è stata aperta un’apposita sezione nella quale sono state illustrate le attività del progetto Dialogando;
  3. la popolazione locale, in particolare gli abitanti dell’VIII Municipio, ai quali è stato espressamente rivolto l’invito a partecipare al seminario di fine progetto;
  4. gli organi istituzionali, ai quali è stato illustrato il progetto realizzato ed i risultati raggiunti nel corso di un incontro seminariale svoltosi nella sede istituzionale del Consiglio Municipale.

 

 
Provincia di Roma
Dipartimento IX - Servizio
"Immigrazione ed Emigrazione"

Progetto finanziato con il Piano Provinciale 2006 delle azioni e degli interventi per l'integrazione della popolazione immigrata
Decreto Legislativo 286/98
Progetto
Dialogando
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Sala del Consiglio – Municipio “Le Torri” Roma
Seminario Conclusivo
Roma, 18 maggio 2010

PROGRAMMA: Ore 17.00  Inizio dei Lavori

PRESENTAZIONE DELLA RICERCA
Romano Mazzone – Presidente della H.E.L.P. Soc. Coop. Sociale
Gli obiettivi e gli strumenti, il percorso di ricerca

I PRINCIPALI RISULTATI
Sara Valeri – Psicologa
Un mondo alla ricerca di relazioni

LE TESI DI FONDO
Enzo A. Becchetti – Ricercatore
I diritti politici di base, il modello dello scambio efficiente

LA PROPOSTA
Latif Al Saadi – Mediatore Culturale
Agire nell’area della prossimità per creare le condizioni di fondo dello scambio aperto

interverranno:

Massimiliano Lorenzotti - Presidente del Municipio VIII “Le Torri” - Roma
Marco Dari - Presidente del Consiglio  Municipio VIII “Le Torri” - Roma
Fabrizio Cremonesi - Vice Presidente del Consiglio / Municipio VIII “Le Torri” - Roma
Oparha Kingsley - Consigliere Aggiunto / Municipio VIII “Le Torri” - Roma
Ugo Melchionda - OIM / International Organization for Migrations
Pilar Saravia – Forum Intercultura / Caritas Roma
Alessandro Paolantoni - Unione Comunità Islamiche in Italia
Giorgio Salerno - Responsabile attività culturali/interculturali / Biblioteca Borghesiana
e i Rappresentanti dell’Associazionismo italiano e straniero del Municipio VIII “Le Torri” – Roma.
Conclude i lavori:
Claudio Cecchini – Ass. alle Politiche Sociali e per la Famiglia e ai Rapporti Istit. della Provincia di Roma

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